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Visita l’Ecomuseo

Percorsi di visita

guida-centro-storico-gemona“Gemona giace mollemente adagiata sopra le verdeggianti pendici del Glemina, sormontata da un colle pittorescamente coronato dalle rovine di un antico castello, e protetta dai venti di levante dal largo grembo dei monti che la sovrastano. La sua eminente posizione è dotata di belle passeggiate, di stupendi panorami. Dalla terrazza del Castello si domina tutta l’ampia conca gemonese, e l’occhio si spinge giù giù, oltre i colli morenici di Artegna, Buia, Susans e San Daniele, e, nello splendido azzurro del primo cielo d’Italia, accarezza le severe curve delle alpi orientali, che sembra ballino una ridda fantastica attorno lo stupefatto spettatore”. Antonio Tessitori 1914

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ecoacque-borgo-molinoGli itinerari descritti nella pubblicazione, tutti facilmente percorribili, riguardano: il Borgo di Ospedaletto, l’abitato più a nord del Comune di Gemona; il Lago Minisini importante biotopo relitto dell’ultima glaciazione; il Monte Cumieli dal tipico profilo arrotondato dal ghiacciaio Tilaventino e da tempo immemorabile luogo di insediamenti a difesa e controllo della piana sottostante; i conoidi alluvionali dei Rivoli Bianchi e del Vegliato, separati dalla Sella di Sant’Agnese; il greto del Tagliamento, ampia distesa di ghiaie, sabbie e depositi limosi, con le opere e gli opifici idraulici che nel tempo hanno scandito l’utilizzo delle acque. Tasselli dei mosaico ecomuseale che presentano la maggiore vocazione didattica.

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ecoacque-artegnaRicostruite integralmente dopo il sisma del 1976, Artegna e Montenars conservano ancora oggi importanti testimonianze della loro storia passata. Ad accomunare i due paesi sono soprattutto le fontane e i lavatoi, risalenti alla seconda metà dell’Ottocento o all’inizio del secolo scorso e presenti in tutte le borgate. Peculiarità specifica di Montenars sono i Roccoli strutture vegetali realizzate in antichità per la cattura degli uccelli ed ora riconvertiti in osservatori ornitologici. Non va poi dimenticato il reticolo idrografico che innerva il territorio. Il Torrente Orvenco che incide una forra con spettacolari salti e pozze d’acqua cristallina per poi scomparire tra le ghiaie della pianura, il Rio Bosso canale di bonifica che taglia in due la piana di Artegna, il Fiume Ledra corso d’acqua di risorgiva che raccoglie le acque di tutto il comprensorio del Gemonese.

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ecoacque-bujaLa morfologia del territorio bujese è complessa, essendo determinata da un sistema di colli prevalentemente boscosi, in cui i rilievi eocenici si confondono con le alture moreniche, e da una piana alluvionale di recente formazione, Qua e là restano le tracce dell’estesa zona lacustre e acquitrinosa che si formò al termine della fase glaciale: si tratta delle torbiere miracolosamente sopravvissute alla bonifica agraria e alla messa a coltura dei terreni. La notevole varietà di componenti botaniche e faunistiche le rende importanti riserve biologiche. Agli ecosistemi umidi si aggiunge a valle della linea delle risorgive un reticolo idrografico alimentato da decine di sorgenti di cui il Fiume Ledra è il collettore. Oggi è un intreccio inestricabile di elementi naturali e artificiali, di fiumi e canali, rii e rogge, che si affiancano e si intersecano. Lungo questi corsi d’acqua spesso sbarrati da roste e opere di presa sorsero nei secoli mulini e segherie, battiferro e centraline che ancora oggi sfruttano la forza motrice dell’acqua.

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