waiting for water
L’Istituto Statale di Istruzione Superiore “D’Aronco” di Gemona si è reso protagonista di un progetto originalissimo sui temi dell’acqua e dell’arte: Waiting for water” il suo nome realizzato grazie al supporto organizzativo e finanziario dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese e della Fondazione Pistoletto. Tutto ha avuto inizio con un allestimento di land art, opera dell’artista e stilista palestinese Walid Maw’ed: un telo nero è stato calato sul fiume Ledra, bloccando la vista abituale dell’osservatore e modificando, di fatto, la percezione dello spazio intorno al corso d’acqua. L’opera ha rappresentato un’occasione per meditare su un bene naturale fondamentale e per ragionare sulla necessità di gestire in modo consapevole e sostenibile una risorsa che è legata ai fondamentali diritti umani alla vita, al cibo e alla salute. Contestualmente nelle sale del Mulino Cocconi, sede dell’ecomuseo, è stata esposta la Water Collection, una collezione di abiti femminili basata sul concetto di “trasformazione” e realizzata con i teli neri sospesi su altri fiumi italiani.
L’allestimento sul fiume è stata la prima tappa di un processo aperto, legato ad una ricerca il cui scopo è quello di progettare altri interventi analoghi, per poter dare spazio a una discussione e creare collaborazioni che possano trasformarsi in una campagna per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche legate all’acqua. Nell’ambito del Gemonese la continuità è stata garantita dall’adesione al progetto da parte dell’Isis D’Aronco: le studentesse del settore moda, con l’apporto delle docenti Lorena Bonutti, Daniela Cum ed Elena Diamante, sono state coinvolte nella realizzazione di una collezione di abiti e di accessori impiegando il tessuto utilizzato nell’installazione. Durante una serie di workshop condotti dallo stesso Walid e da Sara Conforti della Fondazione Pistoletto le ragazze hanno tradotto la filosofia dell’allestimento in idee per la creazione dei capi di abbigliamento.
La prima sezione è consistita in un dialogo aperto sul tema dell’acqua, sulle sue implicazioni sociali, economiche e creative, sia in prospettiva locale che globale, al fine di pervenire ad una maggiore consapevolezza e a comportamenti più sostenibili. Nel cortile della scuola è stato creato un giardino e le studentesse se ne sono prese cura, comprendendo che un giardino va piantato, seguito e curato, che non esisterebbe alcun giardino senza la presenza dell’acqua. Si sono poi analizzati i diversi materiali, concreti (il tessuto) e virtuali (l’immagine), utilizzati nel progetto. Questa seconda sezione ha portato le ragazze a comprendere e a partecipare al processo che collega l’aspetto artistico alla realizzazione dei capi d’abbigliamento. In seguito sono stati analizzati gli aspetti relativi allo specifico della collezione: ispirazione, creazione, diffusione e marketing. Le studentesse hanno poi tradotto la filosofia del progetto in idee per la creazione dei capi d’abbigliamento. Il processo si è strutturato in una serie di attività individuali: la realizzazione libera di schizzi, la creazione dei modelli, il taglio e la cucitura degli abiti.
Il progetto si è concluso con un viaggio a Biella presso Cittadellarte, una vecchia fabbrica di lana trasformata in centro multiculturale da Michelangelo Pistoletto, uno dei protagonisti dell’arte contemporanea internazionale, in cui gli abiti sono stati presentati al pubblico alla presenza dello stesso Pistoletto. In occasione della trasferta studentesse ed insegnanti hanno fatto visita alle aziende tessili Zegna e Guabello.

